mercoledì 19 aprile 2017

A Me...

A me che oggi ne sono 38 e non li sento...

A me che in questo giorno mancherà nonna che come ogni anno mi racconta che sono nata in una notte di tempesta e che ho messo fuori prima i piedi; chissà mai dove volevo correre...

A me che anche se è in salita, la vita piace; mi piace oggi più di ieri e sono certa che ancor di più mi piacerà domani...

A me che sono disordinata, distratta, caotica ma che non dico mai un "ti voglio bene" per caso...

A me che sono svampita e arrivo sempre in ritardo, ma che se compio un gesto d'amore lo faccio col cuore e non per avere qualcosa in cambio...

A me che amo ridere e sorridere e che non mi prendo mai troppo sul serio; perchè chi non apprezza l'ironia è destinato all'oscurantismo della stupidità...

A me che rifuggo gli altezzosi, quelli che "ce l'ho io, soltanto io e nessuno osasse rubarmelo"...

A me che basta un romanzo per farmi felice ed una penna ed un pezzo di carta per rendermi entusiasta...

A me che mi nutrirei solo di pizza, gelato e patatine fritte - e nell'esatto ordine -...

A me che starei la notte intera a far baldoria o a scrivere ma non chiedetemi di svegliarmi alle sei...

A me che piango davanti ad un film commovente ma pure davanti al telegiornale che pertanto non guardo mai...

A me che smadonno in macchina nel traffico ma che poi sono l'unica a fermarmi se qualcuno rimane a piedi...

A me che manca la mia terra, e ancora dopo venti anni  mi viene la pelle d'oca se andiamo al bar per il caffè e
 mi dicono "facciamo alla romana"...

A me che se piace una canzone posso ascoltarla a ripetizione cento volte al giorno e per tanti e tanti giorni...

A me che è sempre meglio fare la pace che lanciarsi nelle guerre che portano solo sofferenze, morti e distruzione...

A me che se c'è da bere, beviamo; da brilli si ragiona sicuramente meglio...

A me che con i manuali per crescere i figli ci ho fatto la brace per arrostire la carne, mentre con quello di Morelli su come essere felici le cartine per le sigarette...

A me che il tempo non basta mai, ma provo a spezzettarlo e a regalarne pezzetti autentici...

A me che continuo a credere nell'Amicizia e nel Buono delle persone; nonostante Amicizia e Buono si siano rivelati affari assai complicati...

A me che ogni tanto mi fermo a guardare il mondo e mi incanto di così tanta misteriosa perfezione...

A me che i sogni sono il pane quotidiano e mai smetterò di crederci...

A me, che festeggiare non piace poi tanto ma che per un giorno ho voluto regale qualcosa di Me a me stessa...

A Me, insomma;
questo è per Me.

Un grazie di Cuore alla mia Amica Lore,
per il segnalibro&nonsolo e sopratutto per l'Immenso Amore.



martedì 11 aprile 2017

Amore Fraterno

Tra tredici giorni esatti sarà il compleanno della Principessa. Due anni. Mi sembra ieri. È scontato dirlo. Quasi scontato pensarlo.


La vita si precipita, tocca coglierne scaglie - buone - e farne tesoro.

Due anni, la Principessa. 
Quattro, lo Gnomo.

Spesso li guardo. Me li bevo come limonata fresca sotto al sole nella loro routine di bambini. 

Li ho messi al mondo io. Com'è stato possibile? Sono carne della mia carne, sangue del mio sangue. Dovrebbero essere un proseguimento di me stessa, ma non è così. È veramente un miracolo la loro entità distinta e particolare, già lanciata nel mondo.

Li osservo. Si sono abituati l'uno alla presenza dell'altra, in maniera naturale e spassionata, senza remore. Si cercano, si vogliono, si giocano, si litigano, si baciano. Ancora e ancora. 

È lo Gnomo che porta pazienza, che cede, che abbozza. Difende la sorella a spada tratta, specie quando siamo fuori. 

- Lascia stare mia sorella! - è capace di intimare con piglio sicuro se uno degli infanti del microcosmo bambinesco che siamo soliti frequentare osa soltanto simulare una parvenza di spinta ai danni della pargola.

Lo fa pure con noi, in casa. - Non la sgridate, è piccola -. 

È piccola, lei.

Sorridiamo. Io e il Consorte non abbiamo goduto di simili fortune, non abbiamo assaporato l'ebrezza di crescere in compagnia.

Li guardo, i miei bambini che tanto si amano; e non posso fare a meno di chiedermi cosa ne sarà di tutto questo amore quando saranno grandi, quando l'età adulta prenderà il sopravvento e semplicemente amarsi non basterà più.

La natura umana fa presto ad alienarsi dai legami. Come linfa che va scemando con il trascorrere degli anni, persino l'amore fraterno è destinato ad affievolirsi e spesso a svanire sotto al peso delle impietose recriminazioni che fanno dell'essere umano un grumo di solitaria tristezza.

Li guardo, i miei bambini; e mi dico che se la vita deciderà di dividerli, nulla potrà l'essere cresciuti all'ombra dello stesso albero di pace.

Nulla potrà il loro essere fratelli. 

Nulla potrà il loro legame di sangue. 

O forse, 

...